Cialis, scade il brevetto: in arrivo a novembre il generico

La tutela della "pillola dell'amore" è in scadenza. A novembre dovrebbe arrivare in farmacia l'equivalente del tadalafil. Il farmaco è stato il più venduto in Italia nel 2015 tra quelli in classe C (anche più del Viagra) generando una spesa di 146 milioni di euro. Dal numero 146 di AboutPharma and Medical Devices

Cialis

Il brevetto del Cialis scade: via libera all’equivalente del farmaco di “San Valentino”, che approderà nelle farmacie a novembre. Il tadalafil, questo il nome della molecola, venne lanciato nelle farmacie italiane il 14 febbraio del 2003. Il giorno di San Valentino, appunto. Fu soprannominato subito “pillola dell’amore” e “del weekend”. La denominazione arrivò per via della sua lunga emivita (17 ore), che gli conferisce un effetto di circa 36 ore. Contro le quattro del suo maggior concorrente: il sildenafil (Viagra).

Le caratteristiche del Cialis, la “pillola dell’amore”

Questo elemento da una parte può essere maggiormente apprezzato dagli utilizzatori che non gradiscono programmare il rapporto sessuale. Dall’altra li sottopone a maggiori rischi di interazione con altri farmaci. Senza considerare le controindicazioni per chi soffre di malattie cardiovascolari. Il problema potrebbe probabilmente emergere in misura maggiore in seguito all’arrivo del generico sul mercato. Come per il Viagra, è infatti attesa una riduzione del prezzo del brand oltre che dell’equivalente che ne estenderà l’utilizzo a una fascia più ampia della popolazione. Di contro, il minor costo potrebbe spingere molti consumatori ad abbandondare i siti online, che promettono medicinali per la disfunzione erettile a pochi soldi ma con dubbia sicurezza e autenticità.

Cialis, il farmaco più venduto in Italia nel 2015 tra quelli in classe C

Non sarà un farmaco salvavita ma se ne vende una grande quantità. Basti pensare che è stato il farmaco più venduto in Italia nel 2015 tra quelli in classe C (anche più del Viagra) generando una spesa di 146 milioni di euro. Dal punto di vista scientifico è il secondo esponente della classe degli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 dopo il sildenafil. Non esistono però confronti diretti tra i due principi attivi in grado di stabilire la supremazia di uno o dell’altro. L’efficacia è però probabilmente simile, così come gli efetti collaterali, a eccezione di quelli sulla visione. Che, al momento, sembrano essere meno frequenti per il tadalafil.

Tadalafil senza prescrizione?

Tempo fa la Lilly, azienda che ha in mano il brevetto, aveva chiesto di riclassifcare il tadalafil come farmaco vendibile senza l’obbligo di prescrizione medica. Nel maggio del 2014, in accordo con Sanofi, l’aveva dunque proposto come Otc in Europa, Usa, Canada e Australia. Stessa richiesta avanzata dalla Pfzer per il suo prodotto Viagra nel 2008. Per entrambe però la risposta è stata la stessa: negativa.

La Lilly intanto da gennaio 2017 ha aumentato il prezzo del medicinale (come ogni anno dispari quando alle aziende è concesso apportare aumenti) e non di poco. Se lo scorso anno la confezione da 28 compresse da 5 mg costava 130 euro, oggi si trova a 140 euro. Mentre le confezioni da quattro compresse alla dose di 10 e 20 mg, le più vendute, sono passate dai 64,50 euro del 2016 ai 70 euro odierni. Una probabile strategia per tamponare le perdite in vista della scadenza del brevetto.

Dal numero 146 di AboutPharma and Medical Devices (SCARICABILE)